Italiano

 

R O M A N  B R O G L I - S A C H E R

DIRIGENT

Nächste Auftritte: 14. Juli Busan Philharmonic Orchestra Sinfoniekonzert Programm: Don Juan Strauss, Violinkonzert Tschaikowsky, 9. Sinfonie Dvorak; 21. Juli: Open Air Galakonzert auf dem Gendarmenmarkt in Berlin; Tournee mit dem Jugendsinfonie Orchester Zuerichsee: 12.bis 18. August Wien, 25. August Neumünster Zürich, 26.August Saas Fee, 17. September St. Moritz, Programm: Mozart Sinfonie Nr.40 g-Moll, Arlesienne Suite Bizet Nr.1, Oboenkonzert von Marcello; 4.5. November: Konzerte mit dem Orchesterverein Dottikon Programm: 7. Beethoven und Vier Jahreszeiten Vivaldi; 17., 18. November: Jubiläums Konzert mit dem Orchesterverein Brugg mit Filmmusik; Neujahrskonzert 9. Beethoven mit den Lübecker Philharmonikern.
ECHOklassik_Logo
bestenliste neu 3
Stilcker Preis kl

Nato nel 1966, il direttore d’orchestra svizzero Roman Brogli-Sacher è Direttore Musicale Generale del Teatro di Lubecca dal 2001-2, nonché Direttore Operistico dalla stagione 2007-8.

Comincia la sua carriera come primo trombone nell’Orchestra Sinfonica di St. Gallen, per poi diventare direttore d’orchestra e assistente del direttore musicale generale John Neschling. Contemporaneamente è direttore musicale della compagnia teatrale “Stagione d’opera italiana”, con la quale attraversa in tour l’Europa Occidentale.

Dopo l’esperienza al St. Gallen, si sposta all’Opera Di Halle (Salle), dove è direttore principale e assistente direttore musicale generale dal 1997 al 2001. Al momento, il repertorio di Brogli-Sacher conta più di settanta opere.

Dal 2003 al 2008 dirige regolarmente all’Opera di Stoccarda. Nel 2008 Wozzeck al teatro di Berna, seguito da Tannhäuser al Festival di Eutin. Nel 2009 dirige la produzione del Rheingold di Wagner all’Opera di Dublino. Si dedica inoltre alla produzione di Salome al teatro di Lubecca, occupandosi non solo dell’interpretazione musicale ma anche della mise-en-scène. Nel 2010 dirige la première dell’ultima parte del nuovo allestimento del Ring des Nibelungen di Wagner, una produzione che suscita un interesse internazionale e di cui è uscito di recente il DVD per Musicaphon.

 

 
Roman Brogli-Sacher01(c)Holger Braack

Per quanto riguarda l’attività concertistica, Brogli-Sacher ha diretto le più importanti orchestre al mondo, fra cui la Berliner Sinfonieorchester, l’Orchestra del Bayerischer Rundfunk, Wiener Symphoniker, Hamburger Symphoniker, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Sinfonica di Roma, l’Orchestra de la Suisse Romande, le Staatsopernorchester di Stoccarda e Hannover, la China National Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra di  Taipei, l’Orchestra di Guan Zhou Hongkong, le Orchestra Sinfoniche di Berna, Altenburg, Cannes, Palma di Maiorca, Cagliari e la Wiener Symphoniker. Numerose anche le registrazioni, fra cui si ricorda una successione di esecuzioni dal vivo di Brogli-Sacher con la Filarmonica di Lubecca, a partire dal 2007.

 

Intervista per IL PICCOLO

29 Apr 2014

Sarà il direttore d’orchestra svizzero Roman Brogli-Sacher a chiudere la stagione sinfonica del Teatro Verdi, venerdì alle 20.30 e sabato alle 18, con un concerto dedicato a Schumann e Brahms. Il previsto appuntamento con gli artisti Alessandro Vitiello e Daniela Barcellona è stato, infatti, rinviato a data da definirsi. L’Orchestra e il Coro della Fondazione lirica triestina eseguiranno il Gesang der Parzen op. 89 per coro e orchestra di Johannes Brahms. Seguirà il Concerto in la min. op. 54 per pianoforte e orchestra di Robert Schumann, con la partecipazione solistica del pianista Michail Lifitis, vincitore del premio Ferruccio Busoni nel 2009. Nella seconda parte del programma è prevista la Terza Sinfonia op. 90 di Johannes Brahms.

Nato nel 1966 a Basilea, Roman Brogli-Sacher è direttore musicale generale del Theater Lübeck, in Germania, dal 2001. Quale direttore artistico del Schloss-Oper Hallwyl ha creato un concorso, che partirà dal prossimo giugno, per sostenere i giovani cantanti che vivono in Svizzera. Si concentrerà su Mozart, di cui il prossimo anno verrà messo in scena “Il flauto magico”.

«Ho inciso in un cd tutte e quattro le sinfonie di Brahms, - dice Roman Brogli-Sacher - e ho diretto molte volte anche il Concerto per pianoforte di Schumann, è uno dei più belli per questo strumento. Mi piace la musica romantica, perché si può eseguirla sempre in maniera diversa. Negli ultimi anni ho diretto molto Strauss e Wagner, ma quando sono stato assistente di Carlo Franci, da giovane, ho fatto quasi tutte le opere di Verdi, anche quelle giovanili come “I Lombardi alla prima crociata”, “I due Foscari”, “Attila”. Per me è sempre stato essenziale comprendere tutto, nel mio repertorio, non essere specializzato nella musica moderna o solo in certi compositori».

Lei ha studiato il trombone. Perché ha voluto poi diventare direttore d’orchestra?

«Ho iniziato la mia carriera come primo trombone nella Sinfonieorchester St. Gallen, ma ho studiato anche direzione d’orchestra e pian piano è diventato sempre più interessante dirigere. Aiuta molto aver suonato in un’orchestra per capire cosa pensano i musicisti».

Qual è il segreto di una buona direzione?

«La cosa più importante è il respiro. Che uno sia cantante o suoni il violino, il violoncello, il trombone o il flauto, è il respiro a far vivere la musica. La mia idea di musica si crea con il respiro del corpo. È un concetto molto semplice, ma lo si deve capire».

Dove vive?

«Vivo sul lago di Lugano con mia moglie e i miei due figli. Mi piace venire in Italia e anche lavorare con le orchestre italiane. Dirigo ogni anno a Verona, anche a Parma. Conosco bene tutte le città del nord d’Italia, ma non ero mai stato a Trieste. È una grande felicità poter essere qui per la prima volta. Una città così bella, peccato che sia poco conosciuta».

Schumann consigliava ai giovani musicisti di rilassarsi, dopo lo studio, all’aria aperta.

«Anche a me piace la natura e d’estate sono sempre al lago a nuotare con i bambini, oppure faccio lunghe camminate in montagna, anche per tenermi in forma. Poi mi occupo dei lavori in casa, non manca mai qualcosa da aggiustare. Mi piace leggere un buon libro, però mi rilassa anche solo guardare i fiori in giardino. Essere continuamente in viaggio diventa a volte stancante, è più entusiasmante quando sei un direttore giovane. L’altro giorno sono stato a casa tre ore per cambiare la valigia e mio figlio, che ha quattro anni, mi ha detto: “Ma parti di nuovo? Non stai a casa?”.

I suoi figli amano la musica?

«Sì, ma non amano se papà non c’è mai. Mia figlia suona molto bene il violino».

Brahms amava la solitudine. E lei?

«Sono una persona che ha bisogno di avere calma e silenzio attorno a sé. Quand’ero in orchestra pensavo: “Io non voglio stare nell’orchestra quarant’anni così vicino ad altra gente”. Questo a volte è duro, è difficile nella professione dei musicisti, e lo si capisce solo stando in orchestra. Forse il mio è un desiderio di libertà per poter suonare bella musica cambiando ogni volta scenario».

 

 

 

Home   Deutsch   Francais   Italiano   English